La ruota della fortuna per il compleanno di Google

La ruota della fortuna è il doodle scelto da BigG per celebrare il suo 19esimo compleanno. Ecco le tappe della sua storia

Google 19 anni

Oggi Google è in versione amarcord. Giocando con il doodle si ottiene un simbolo che rimanda a giochi, link e vecchi doodle. La ruota della fortuna per il compleanno di Google è un modo per festeggiare il 19esimo anno di attività: il web in due decenni è cambiato tanto, così come sono cambiate le tecnologie al suo (e nostro) servizio e, non da ultimo, così come sono cambiati gli interessi di Google.

Era il 1995 quando Larry Page e Sergey Brin, entrambi dottorandi alla Stanford University, hanno avviato un progetto di ricerca orientato alla comprensione dei modelli matematici e della struttura di link del web.

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Il dominio google.com sarebbe stato registrato il 15 settembre del 1997 e Google Inc. sarebbe nata il 4 settembre del 1998 anche se, per convenzione, BigG celebra il proprio anniversario il 27 settembre, giorno in cui il motore di ricerca ha superato il record di contenuti indicizzati e che, 19 anni dopo, ha ispirato la ruota della fortuna per il compleanno di Google. Un obiettivo di vastità che dà il nome all’azienda e al motore di ricerca, ispirato a googol, termine che fa riferimento a un numero formato da 1 e da 100 zeri.

Come si cambia
Page e Brin, nello scrivere uno dei tanti documenti relativi al loro progetto, si sono apertamente schierati contro la pubblicità sul web, rifiutando di inserire pop-up pubblicitari nel motore di ricerca o modelli di ricerca legati alla pubblicità. Già nel corso del 1998 sono ritornati parzialmente sui propri passi, ammettendo inserzioni di solo testo.

Il buongiorno si vede dal mattino
Nel corso del 1998, quindi agli albori della storia di BigG, il sito web salon.com (nato nel 1995) ha fatto i conti in tasca ai motori di ricerca, sostenendo che Google avesse indicizzato più contenuti dei suoi diretti rivali, tra cui HotBot (nato nel 1996) e di Excite (1995), elogiando l’innovazione tecnologica che ne avrebbe fatto uno strumento più utile di Yahoo!, Lycos o msn.com.

Nel 1999 Google, ormai lanciata verso una storia di successo, si è spostata a Palo Alto, nel cuore della Silicon Valley. Nel 2003 il definitivo trasloco a Mountain View, al 1660 Amphitheatre Parkway, all’epoca sede della Silicon Graphics Incorporated che BigG avrebbe acquistato nel 2006 per 319 milioni di dollari.

Ipo
Il 19 agosto del 2004 Google sceglie la strada della quotazione in borsa, con un prezzo di 85 dollari per azione. Oggi ne vale 937, un investimento al 1.100%.

L’irrequietezza
Se l’ultimo scorcio degli anni ’90 sono stati, per Google, un periodo di crescita quasi naturale, altrettanto non si può dire dei primissimi anni 2000. Essere quotati in borsa significa anche rendere conto agli investitori, di norma mai paghi, a cui vanno sottoposte prospettive, idee e promesse di crescita.

Google ha mosso i primi passi nel mondo delle reti sociali, con risultati poco brillanti. Nel 2004 il lancio di Orkut (chiuso nel 2014), poi il tentativo nel 2008 con Google Friend Connect (spento nel 2012), Google Buzz (nato nel 2010 e ritirato nel 2011) e dal 2011 con Google+.

Camminare da soli
Nel 2014 Google aveva 80 sedi in 41 Paesi e, considerati i tanti business negli ambiti più disparati, ha deciso di creare la holding Alphabet Inc. nel 2015, oggi di fatto Google ne è una sussidiaria.

Con il passare degli anni BigG si è scostata dal web, dopo avere implementato o acquistato servizi come Google Maps (2005), YouTube(2006) e tutti i servizi cloud che oggi sono appannaggio di tutti.

Nel 2007 Android, comprata per 50 milioni di dollari e diventata con ogni probabilità l’acquisizione più fruttifera della storia.

Poi le immersioni nella robotica, nella distribuzione di internet, nella domotica, nella ricerca scientifica, nell’IoT e nella guida autonoma. Un carnet di interessi che non fa di Google una web company ma un’azienda dedita all’innovazione, incapace per sua natura di restare confinata a un business specifico. Un’ampia e tutto sommato variegata gamma di business nati anche dalle tante acquisizioni fatte nel tempo, più di 200, che hanno permesso a Google di fare crescere i propri servizi e di dedicarsi a nuove attività.

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